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martedì, giugno 17, 2008

V3-Day: la giustizia!

Lo so che sembra non c'entrare molto con l'oggetto di questo Blog, credo invece che sia importante sostenere colui che lotta anche per noi su altri temi, contro questi politici che rovinano o peggio si appropriano della res pubblica.
Sono le stesse persone con le quali noi dipendenti pubblici ci confrontiamo tutti i giorni, che sfruttano il nostro lavoro, che ricattano in maniera subdola chi è precario, che manipolano dirigenti, funizionari ed impiegati per i LORO obiettivi politici, per le loro clientele, per i loro amici potenti.
E' per questo che mi sento in dovere di rimbalzare, per quanto posso con questo piccolo blog, le iniziative proposte dal nostro Capitano.

E allora sotto con il V3-DAY!!!!

mercoledì, maggio 21, 2008

Ma allora non dico balle!

Leggo con piacere in vari articoli di giornale di questi giorni che si sta affrontando il tema dell'efficenza della pubblica amministrazione. Il fatto che forse qualcosa si muove non deriva tanto dagli annunciati tagli agli enti inutili, spesso propaganda politica che rischia di decimare anche realtà che funzionano benché non alla perfezione, quanto dai temi trattati relativamente all'impegno lavorativo dei dipendenti pubblici ed in particolare dei nostri cari, amati dirigenti che non dirigono neanche il traffico.
E' proprio di oggi, infatti, un articolo a pagina 25 del Corriere della Sera su questo argomento.
Leggendo si "scopre" che negli enti pubblici i dirigenti procedono ogni anno all'autovalutazione di sé stessi al fine di ottenere incentivi e premi di produttività non sempre meritati. Vorrei far notare che quanto raccontato dal Corriere non è una novità, ma una metodologia comune. Ad esempio il centro formazione e studi Formez nel 2006 avviò e portò a termine un progetto, sollecitato dalla Provincia autonoma di Trento, di "ricognizione sulle principali metodologie utilizzate nelle regioni italiane per la valutazione della dirigenza"; progetto concluso di cui però non si trova traccia dei risultati.
Vorrei poi far notare che per gestire correttamente un ufficio pubblico la soluzione non è quella di costringere i dirigenti a servirsi del potere di comando che gli viene dato, ma di fargli fare quel lavoro di organizzazione del personale che è il loro compito principale. Non basta urlare o comandare ogni tanto per risolvere problemi spicci del momento il cui risultato spesso ha solo ricadute personali, ma si deve svolgere un lavoro quotidiano di costruzione del gruppo, valorizzando e governando le specificità e, quando è giusto, segando chi non fa il suo dovere.

Devo ammettere però che non sono molto ottimista su questi cambiamenti annunciati e credo che tutto finirà come sempre nel dimenticatoio.
E come al solito noi lavoreremo e loro incasseranno, noi ci licenzieranno e loro li promuoveranno.

mercoledì, aprile 30, 2008

Non tutto il male...

Grazie alla cazzata di Visco, gli stipendi dei nostri cari dirigenti sono on-line. Voglio sottolineare che sono sbigottito dal fatto che un ministro del governo possa fare idiozie del genere mettendo potenzialmente in pericolo molte persone (ultimamente la sicurezza in Italia non è proprio il massimo), tuttavia approfittiamone per vedere quanto i nostri super mega dirigenti sono pagati.
E' chiaro che l'occhio di riguardo va a quelli che non meritano cotanta ricompensa...proprio come il mio, ben oltre i 120.000 euro l'anno. Ci si potrebbero tranquillamente stabilizare 4-5 precari, gente che lavora sul serio. Altro che balle, pranzi di lavoro, conferenze stampa, favoritismi e sotterfugi.

giovedì, ottobre 18, 2007

Il benessere organizzativo

E' banale osservare che il benessere sul luogo di lavoro è utile sia alla produttività sia allo stato psico-fisico del singolo dipendente. Eppure in quanti enti pubblici ciò è perseguito con consapevolezza, ovvero solo perseguito?
Invito tutti a leggere alcuni documenti prodotti dal centro studi Formez facente capo al dipartimento della funzione pubblica.
In particolare segnalo questo documento che tratta l'oggetto di questo post, documento che dovrebbe essere conosciuto a menadito dai dirigenti della pubblica amministrazione, ma, soprattutto, applicato.
Ritengo che faccia comunque bene a tutti conoscerne i contenuti per cercare di darne applicazione, per quanto dipendente dalle proprie possibilità.

lunedì, ottobre 01, 2007

Stabilizzazioni...forse.

Non sento più parlare molto di stabilizzazioni nel mio ente, anzi.
Quelle che sembravano stabilizzazioni certe, si stanno perdendo nel mare della scarsa volontà e dell'oblio.
Mi pare che, più che altro, si stiano allungando i tempi (certi?) per attendere (forse?) stituazioni più definite e meno rischiose per chi dovrebbe stabilizzare: il nostro caro (papà?), solito dirigente.
Certamente la bozza della nuova finanziaria 2008 non aiuta il dirigente cuor di leone, con i molti mila euro di stipendio al mese...
Io penso però che chi ha sempre lavorato e cercato di costruire il servizio pubblico con la sola propria forza, malgrado la dirigenza, meriti un qualche riconoscimento, al di là del grazie che è dovuto.
Scusatemi il continuo uso del termine "dirigente", ma ne ho conosciuti tanti: tutti più o meno uguali.
Potrei parlare dei politici, veri artefici delle decisioni, ma loro già li conosciamo bene...
Grazie, Beppe.

lunedì, settembre 03, 2007

Sulla programmazione

Cos'è la programmazione? E' la modalità operativa con cui raggiugnere un obiettivo pianificato.
Dato un obiettivo, la pianificazione definisce la strategia per raggiungerlo (un percorso piuttosto che un altro), mentre la programmazione, data una strategia, indica i passaggi operativi per raggiungere l'obiettivo.
E' banale.
Caso reale. Il politico ha un'idea (credo che dopo i 5 anni, ma non sono un esperto, tutti gli esseri umani abbiano delle idee).
Passato il primo momento di terrore, si rende necessario realizzarla. Le strade sono due: partire a testa bassa per farlo il prima possibile (il politico vive in uno spazio temporale tutto suo della durata di circa 5 anni, eventualmente 10) oppure studiare il modo per farlo bene (efficace), con il minor costo (economico) e possibilmente con tempi ragionevoli ma che possono andare al di là della durata del mandato politico (efficiente, in realtà l'efficienza è il rapporto tra raggiungimento dell'obbiettivo ed il suo costo, ma può essere anche il tempo).
Come abbiamo visto il tempo è una variabile critica per il politico che, come sappiamo dalla bio-politica, vive mediamente 5 anni.
Le strategie devono, pertanto, svilupparsi in periodi così brevi da poterne raccogliere i frutti prima del termine del ciclo biologico dei politici che le hanno prodotte, pena l'impossibilità a riprodursi.
E' quì che si inserisce il dirigente efficiente. Colui che coglie la necessità di sopravvivenza del politico e, con il proprio tornaconto personale, sviluppa la mega strategia del c**** per sistemare tutto.
E' molto bello vedere come le cose siano tutte chiarissime all'inizio per poi cambiare strada facendo, man mano che si incontrano gli ostacoli e le difficoltà conseguenti ad una cattiva(?)...pessima programmazione.
E allora vedi che si fa tutto ed il giorno dopo il contrario di tutto; oggi una soluzione va bene e domani è assolutamente sbagliata ed il lavoro da rifare.

Essi parlano, riempendosi la bocca, dei costi della politica...ma, come al solito, parlano e lavorano per sè.

mercoledì, luglio 25, 2007

Un mercoledì da leoni

Assisto continuamente a interpellanze di politici in vari organi istituzionali. Quando accade, passo le mie giornate a prepare le risposte.
Spesso le interpellanze si ripetono più o meno identiche anno dopo anno, mese dopo mese, basta un articolo sul giornale per scatenarle. Il politico cerca la notizia del momento e come un surfista la cavalca fino in fondo. Molto spesso sono richieste inutili, di cui anche un bambino conosce le risposte.
L'importante è rompere le scatole alla controparte. Loro sostengono di fare, così, bene il loro lavoro.
Ci sono siti di forze politiche in cui il numero delle interpellanze è indicato nella scheda dei vari rappresentanti.
Una classifica.
E a fine mandato un bel premio, chissà...un seggiolino in parlamento.
Su questo avrò altro da raccontarvi...

venerdì, maggio 04, 2007

Non ne posso più

Sono proprio stanco di lavorare in questo modo.
Le cose importanti non si fanno o vanno avanti a rilento, mentre si perde tempo ad apparire più che ad essere.
I miei dirigenti badano solo alla loro carriera o al massimo al loro stipendio, più spesso ad entrambe le cose, a compiacere al politico di riferimento, all'assessore, al sindaco, a chiunque gli permetta di mantenere o migliorare la posizione.
E allora tocca noi correre ed impazzire per giustificare tecnicamente l'ingiustificabile...
In più c’è poco rispetto per il lavoro e la fatica che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare.
Non possono esserci solo rimproveri per le cose non fatte come per gli scolaretti dell'asilo, dimenticando i carichi di lavoro, le ferie non godute, gli straordinari non pagati.
Ci vogliono anche le gratificazioni, anche se queste sono date mostrando solo un po’ più di rispetto per chi manda avanti la baracca malgrado tutto.

Ma il rispetto e la lealtà sono concetti astratti…

mercoledì, novembre 29, 2006

La giostra delle consulenze.


I consulenti sono il sistema per coprire i buchi di professionalità all'interno dell'Ente, e andrebbe anche bene quando tali professionalità non sono presenti. Ma i dipendenti delle varie P.A. sono sempre più spesso laureati o tecnici qualificati che, per amore o per forza, non hanno intrapreso la strada della libera professione. Tuttavia le P.A. ricorrono con sempre maggior frequenza ad incarichi a consulenti esterni nonostante la loro ricchezza interiore di personale competente. Si fatica poco a scoprire che tali consulenze sono spesso molto ben pagate e a favore di dei soliti noti, amici di amici, segnalati dal partito, figli di Tizio, cugini di Caio, protetti di Sempronio. Farli lavorare significa farsi amici o tenersi buono questo o quell'altro esponente politico, sempre comodo in fase scalata a posti dirigenziali sempre di maggior livello. Gli stipendi alti, poi, spesso servono anche a giustificare budget elevati: perchè si sa, come dirigente conti se hai molto personale e un budget consistente. Fare bene oggettivamente il proprio lavoro è assolutamente secondario, il fare bene è chiaramente soggettivo.
Questo porta ad una mancata ulteriore crescita professionale della manovalanza (qualificata ma manovalanza) che è relegata a fare da scribacchino, porta borse, portalettere, portami un caffè ("privilegio" solitamente lasciato alle donne).
La cosa buffa a cui poi si assiste è che l'Ente si beatifica del contributo del tal rinomato consulente, che a sua volta si gloria di avere prestato la sua opera per il tal Ente. Un bellissimo sistema di autoreferenziazione. Anche se tutti sanno che il consulente (anche quello legale!) molto spesso scrive quello che vuole si scriva; la sua bravura sta infatti proprio nella capacità di motivare bene quella che è la posizione più gradita al committente.
L'altra cosa meno buffa è che i soldi sono i comunque i nostri, e che si trovano anche consulenti che sono pagati per non far nulla. Ma forse, piuttosto che far dei danni, è meglio stare fermi, tanto ti pagano comunque.

martedì, novembre 21, 2006

ll popolo precario si dà da fare

Girando in giro (libera citazione da C.Dandee) mi sono imbattuto in quest'altro interessante forum che tratta anche del precariato nella Pubblica. Mi sembra che ci sia un bel fermento e forse anche qualche novità sulle assunzioni o meglio sulle "stabilizzazioni" per i co.co.pro. e i tempi determinati, in particolare un maxiemendamento approvato dalla camera il 18 novembre 2006 (Ddl Camera 1746 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007). Segnalo pertanto a tutti anche questo.

domenica, novembre 19, 2006

Il mondo precario

Voglio segnalare un forum nel quale si tratta il problema del lavoro precario. Nello specifico vengono discussi i problemi dei dipendenti degli uffici della Provincia di Bologna, fornendo informazioni sullo stato delle cose, gli sviluppi e le attività degli attivisti.
Penso che possa essere molto utile visitarlo come stimolo a diffondere l'idea anche ad altre realtà.
Ricordate sempre che l'unione fa la forza.

mercoledì, novembre 08, 2006

Sempre felice e fancazzista.

Il diriginte non dirige; questa è una ovvietà, almeno dove lavoro io. Allora tu organizzi il tuo lavoro e quello del tuo ufficio cercando di coprire tutti gli impegni. Così incastri riunioni su riunioni, predisponi documenti, suddividi i carichi di lavoro tenedoti sempre il più grosso per te e cercando di mantenere aggiornato il quadro di tutta la situazione. Poi un bel giorno qualcuno viene svegliato da qualcun altro più grosso di lui, che gli chiede di svolgere alcuni compiti urgenti. Improvvisamente avviene la trasformazione: il golem di pietra si trasforma in una efficiente macchina organizzativa del proprio lavoro, ma fatto dagli altri. Eh certo! Due, tre cose insieme sono difficili da fare e allora i tuoi impegni passano in secondo piano, le tue riunioni saltano e devi riorganizzare tutto quanto. Gli ordini non si discutono, ne va dello stipendio e del premio produzione. Il suo.

lunedì, maggio 29, 2006

Il valore della professionalità

Oggi è stata scritta una delle pagine più alte della valorizzazione delle risorse umane e della loro professionalità. Una collega mi ha raccontato una scena memorabile,che mi ha colpito per la sua rappresentatività.
Ebbene, mi ha detto di avere visto un collega ingegnere, con contratto co.co.pro., cambiare la tavoletta della tazza del water del bagno privato(!) del mega direttore. Se vera, e non posso dubitarne, sembra una scena tratta da uno dei tanti episodi di Fantozzi. Chissà se quando si romperà quella dei dipendenti, comuni schiavi mortali, ci sarà uno scambio di "cortesia".
Certo è che è stata fissata bene, con i fori perfettamente allineati!

lunedì, maggio 22, 2006

TOR! Come evitare le vendette in ufficio.


Per garantire una maggior riservatezza segnalo a tutti la possibilità di postare i commenti senza correre rischi di essere rintracciati.
Lo strumento che vi suggerisco si chiama TOR. In particolare vi consiglio la versione TORPARK, che si usa direttamente da una chiavetta USB senza quindi bisogno di installare niente, e che contiene già un browser per navigare anonimi. E' estremamente facile da usare e rende non rintracciabile il vostro indirizzo IP; inoltre il browser cancella tutte le informazioni di navigazione alla chiusura.
Buon posting!

venerdì, maggio 19, 2006

Apriamo il vaso di Pandora


La Pubblica Amministrazione è sempre stata causa di dolori per ognuno di noi almeno una volta nella vita. Tuttavia, per tanti, un posto fisso in un qualunque ufficio pubblico è ancora considerato un buon obiettivo da raggiungere poiché garantisce tranquillità economica, che anche di questi tempi non è cosa da poco.
Da utenti dei servizi pubblici spesso ci si chiede perché certe cose, che sembrano semplici da realizzare, vadano storte quando di mezzo c'è un ente pubblico. Crescono così numerose leggende sui rapporti con gli uffici, alimentate da una narrativa orale che ricorda i poemi epici dei secoli scorsi, ulteriormente mitizzati dal cinema e dalla televisione.
Difficile è invece sapere come vengono vissute le stesse cose dall'interno e perché certi "disguidi" si manifestino. Questo probabilmente avviene anche perché se ne parla solo tra addetti ai lavori, magari al bar o in pausa caffè, nell'intimità degli uffici o ai pranzi di lavoro, e purtroppo anche negli sfoghi familiari.
Vorrei allora che questo fosse il momento, che questo blog diventasse l'occasione per scoperchiare il vaso di Pandora e raccontare da dentro quello che succede, ricordandoci una volta ancora che siamo prima di tutto cittadini e che tutto viene fatto con i nostri soldi.
L'invito a postare sul blog è rivolto principalmente ai dipendenti della Pubblica Amministrazione affinchè contribuiscano con me a sollevare il coperchio, ma anche agli utenti dentro e fuori di noi.
Il sistema di questo blog garantisce l'anonimato delle informazioni che darete, in quanto non è necessario registrarsi per commentare i vari post, a meno che non firmiate con il vostro nome e cognome vero. Comunque almeno uno pseudonimo siete pregati di usarlo a firma dei vostri commenti.
Segnalo, comunque, che gli amministratori del blog svolgeranno opera di controllo su ogni commento postato al fine di evitare ogni forma di diffamazione, spam o ingiurie gratuite: lo scopo è raccontare come vanno le cose, smascherare gli incompetenti e segnalare gli sprechi di risorse, economiche ed umane.