Sono proprio stanco di lavorare in questo modo.
Le cose importanti non si fanno o vanno avanti a rilento, mentre si perde tempo ad apparire più che ad essere.
I miei dirigenti badano solo alla loro carriera o al massimo al loro stipendio, più spesso ad entrambe le cose, a compiacere al politico di riferimento, all'assessore, al sindaco, a chiunque gli permetta di mantenere o migliorare la posizione.
E allora tocca noi correre ed impazzire per giustificare tecnicamente l'ingiustificabile...
In più c’è poco rispetto per il lavoro e la fatica che ogni giorno siamo chiamati ad affrontare.
Non possono esserci solo rimproveri per le cose non fatte come per gli scolaretti dell'asilo, dimenticando i carichi di lavoro, le ferie non godute, gli straordinari non pagati.
Ci vogliono anche le gratificazioni, anche se queste sono date mostrando solo un po’ più di rispetto per chi manda avanti la baracca malgrado tutto.
Ma il rispetto e la lealtà sono concetti astratti…
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venerdì, maggio 04, 2007
mercoledì, novembre 08, 2006
Sempre felice e fancazzista.
Il diriginte non dirige; questa è una ovvietà, almeno dove lavoro io. Allora tu organizzi il tuo lavoro e quello del tuo ufficio cercando di coprire tutti gli impegni. Così incastri riunioni su riunioni, predisponi documenti, suddividi i carichi di lavoro tenedoti sempre il più grosso per te e cercando di mantenere aggiornato il quadro di tutta la situazione. Poi un bel giorno qualcuno viene svegliato da qualcun altro più grosso di lui, che gli chiede di svolgere alcuni compiti urgenti. Improvvisamente avviene la trasformazione: il golem di pietra si trasforma in una efficiente macchina organizzativa del proprio lavoro, ma fatto dagli altri. Eh certo! Due, tre cose insieme sono difficili da fare e allora i tuoi impegni passano in secondo piano, le tue riunioni saltano e devi riorganizzare tutto quanto. Gli ordini non si discutono, ne va dello stipendio e del premio produzione. Il suo.
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