Leggo con piacere in vari articoli di giornale di questi giorni che si sta affrontando il tema dell'efficenza della pubblica amministrazione. Il fatto che forse qualcosa si muove non deriva tanto dagli annunciati tagli agli enti inutili, spesso propaganda politica che rischia di decimare anche realtà che funzionano benché non alla perfezione, quanto dai temi trattati relativamente all'impegno lavorativo dei dipendenti pubblici ed in particolare dei nostri cari, amati dirigenti che non dirigono neanche il traffico.
E' proprio di oggi, infatti, un articolo a pagina 25 del Corriere della Sera su questo argomento.
Leggendo si "scopre" che negli enti pubblici i dirigenti procedono ogni anno all'autovalutazione di sé stessi al fine di ottenere incentivi e premi di produttività non sempre meritati. Vorrei far notare che quanto raccontato dal Corriere non è una novità, ma una metodologia comune. Ad esempio il centro formazione e studi Formez nel 2006 avviò e portò a termine un progetto, sollecitato dalla Provincia autonoma di Trento, di "ricognizione sulle principali metodologie utilizzate nelle regioni italiane per la valutazione della dirigenza"; progetto concluso di cui però non si trova traccia dei risultati.
Vorrei poi far notare che per gestire correttamente un ufficio pubblico la soluzione non è quella di costringere i dirigenti a servirsi del potere di comando che gli viene dato, ma di fargli fare quel lavoro di organizzazione del personale che è il loro compito principale. Non basta urlare o comandare ogni tanto per risolvere problemi spicci del momento il cui risultato spesso ha solo ricadute personali, ma si deve svolgere un lavoro quotidiano di costruzione del gruppo, valorizzando e governando le specificità e, quando è giusto, segando chi non fa il suo dovere.
Devo ammettere però che non sono molto ottimista su questi cambiamenti annunciati e credo che tutto finirà come sempre nel dimenticatoio.
E come al solito noi lavoreremo e loro incasseranno, noi ci licenzieranno e loro li promuoveranno.
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mercoledì, maggio 21, 2008
Ma allora non dico balle!
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mercoledì, aprile 30, 2008
Non tutto il male...
Grazie alla cazzata di Visco, gli stipendi dei nostri cari dirigenti sono on-line. Voglio sottolineare che sono sbigottito dal fatto che un ministro del governo possa fare idiozie del genere mettendo potenzialmente in pericolo molte persone (ultimamente la sicurezza in Italia non è proprio il massimo), tuttavia approfittiamone per vedere quanto i nostri super mega dirigenti sono pagati.
E' chiaro che l'occhio di riguardo va a quelli che non meritano cotanta ricompensa...proprio come il mio, ben oltre i 120.000 euro l'anno. Ci si potrebbero tranquillamente stabilizare 4-5 precari, gente che lavora sul serio. Altro che balle, pranzi di lavoro, conferenze stampa, favoritismi e sotterfugi.
E' chiaro che l'occhio di riguardo va a quelli che non meritano cotanta ricompensa...proprio come il mio, ben oltre i 120.000 euro l'anno. Ci si potrebbero tranquillamente stabilizare 4-5 precari, gente che lavora sul serio. Altro che balle, pranzi di lavoro, conferenze stampa, favoritismi e sotterfugi.
giovedì, febbraio 21, 2008
Riciclare è bello!

E' nelle cronache di questi giorni il problema dei rifiuti di Napoli. Come in tutti questi casi, che per come ci hanno abituati non sarà l'ultimo, si parla dell'importante tema del riciclo.
Questo è da sempre un tema caro alla nostra pubblica amministrazione.
Pensateci bene, voi che ci lavorate...
Quanti ex dirigenti delle amministrazioni pubbliche sono usciti dalla porta della pensione, magari anticipata (le famose finestre...d'oro!) per poi rientrare come consulenti per questo o quel progetto?
D'altra parte sono degli esperti, chi meglio di loro sa come muoversi nei meccanismi dell'amministrazione? Chi meglio di loro sa produrre in poco tempo e per molti soldi documenti, relazioni, piani, progetti che non dicono assolutamente nulla, facendo "risparmiare" all'ente costi per elaborazioni di dati, per strumenti di ricerca adeguati, per professionalità nuove e motivate?
Come può l'amministrazione pubblica perdere cotanta sapienza? Meglio servirsene il più possibile, tenendoli magari in vita...Anche dopo la morte!
Parliamo di concorrenza, di liberalizzazioni ma non siamo nemmeno in grado di rinnovare i nostri apparati, quelli che fanno funzionare la macchina. Ostaggi di lobbies politiche (che di politico non hanno più nulla) e di potere fine a sè stesso.
Siamo allo sfacelo, me ne rendo conto ogni giorno di più; la funzione pubblica si sta sgretolando...sembra la fine della Roma imperiale, avvelenata di burocrazia e favoritismi, accentratrice ma incapace di governare anche solo gli accessi ai gabinetti.
Non sentite anche voi questa insopportabile puzza?
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lunedì, giugno 25, 2007
La politica degli stipendi
Uno strumento importante per garantire l'efficienza del dipendente pubblico è lo stipendio, oltre, naturalmente, alle verifiche di produttività sull'operato. Le due cose sono in realtà collegate. Almeno dovrebbero. Spesso, però, questo non accade e troppo spesso sono proprio i dirigenti a non meritare gli enormi stipendi di cui godono.
Un buon dirigente prende decisioni, organizza il personale, favorisce l'amalgama del gruppo sviluppando le qualità di ognuno, adotta lui stesso una corretta politica degli stipendi verso i propri subordinati (brutta parola ma si dice così).
Invece, troppo spesso dicevo, il dirigente non fa tutte queste cose: c'è troppo da sbattersi, troppo da discutere, troppe responsabilità.
E allora ognuno fa da se: i più coscienziosi lavorano anche per gli altri che magari sono anche raccomandati e, in virtù di questo, prendono anche stipendi più elevati. Questi ultimi, infatti, si recano dal dirigente e contrattano sull'assegno ad personam, sul loro orario, sulle loro mansioni...Capita allora di vedere contratti part-time per fare non si sa bene cosa a 20-30-50 mila euro l'anno o anche più.
Qualche volta prendi il coraggio a due mani e decidi di chiedere anche tu, che ti fai il c*** tutto il giorno anche per quello che non fanno gli altri, un piccolo aumento, un riconoscimento. A questo punto, il 99% delle volte, ti senti dire che il budget è risicato e non lo permette.
Ma c****! E chi è che permette premi di produzione annui dai 30 agli 80-100 mila euro. Di produzione! Ma quale strac**** di produzione?
Spero che se li mangino tutti in medicine, diceva mia nonna.
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